l'orsa di mezzo

Perché tra il maggiore e il minore non c'è un buco nero


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Svengo dopo il tg

Guardare il telegiornale è sempre deprimente. A volte di più.

Ignorando le notizie politiche, perché quelle mi danno un incoercibile senso di nausea ancor prima di sentirle, riesco ad arrivare alla fine con la schiena piegata a colpi di guerre, vittime innocenti, stragi di migranti.
Chi me lo fa fare, mi chiedo, e infatti non lo faccio quasi mai.

Stasera, per ragioni personali, due immagini in particolare vanno ad aggiungere un tocco di amaro al mio pasto: milioni, milioni e ancora milioni di euro di evasioni fiscali. Enormi flussi di capitali sottratti al nostro paese da eserciti di Paperoni più o meno illustri che nuotano a grandi bracciate nei loro depositi, alla faccia di chi lotta ogni giorno per stare appena a galla.
E poi ancora loro, le olgettine, ruby rubacuori e tutto quello squallido circo di corpi locati e anime svendute.
Speravo di non sentirne parlare mai più. NON VOGLIO sentirne parlare mai più.

In quest’oceano di schifo, affiora mesto il pensiero di mia figlia diciassettenne.
Splendida ragazza (se trascuriamo il carattere appena appena tendente al merdosetto), studentessa eccellente di liceo linguistico, pratica l’inglese come se fosse nata in terra di Albione, è in grado di discorrere agevolmente in spagnolo, studia con profitto il cinese e ha appena vinto una borsa di studio per un soggiorno in Cina.

Dove non andrà, perché dal contributo sono escluse le spese di viaggio, e io il viaggio non glielo posso pagare.
La depressione aumenta. Il senso di ingiustizia mi opprime.

Poi penso che è sana, fiera, onesta, intelligente.
Se la caverà anche senza andare in Cina.

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