l'orsa di mezzo

Perché tra il maggiore e il minore non c'è un buco nero

Ottavo: di canzoni e funerali (botta d’allegria).

11 commenti

Ci pensavo da qualche giorno.
Saltuariamente, certo. Non sono argomenti sui quali, per autodifesa, amo soffermarmi a lungo, ma da quando Antipastomisto ha scritto di canzoni e funerali è rifiorito in me lo sgomento che provo di fronte all’idea che il mio corpo debba subire un giorno un funerale classico, con odore d’incenso e sacerdote svogliato intento ad incrociare quattro sensate parole pie su una vita che di cattolico non vuole avere nulla: la mia.
Morire ok, ma “Io credo, risorgerò” no, non ce la posso fare.

Non ho commentato da lei, perché non ho una memoria così precisa e un carattere così deciso da riuscire a puntare il dito a comando su un repertorio quasi infinito (data l’età) di immagini e suoni mentali ma il tarlo è rimasto.
Ricordi ondulati e fantasie funebri hanno ricamato distrattamente sulla settimana in corso.
Anni fa consegnai a una persona cara le istruzioni per il mio funerale. Francamente non ricordo cosa scrissi, non so nemmeno se sarei ancora d’accordo con me stessa e in questo momento non ho alcuna voglia di verificarlo.
Facciamo che va bene così. In fondo la cosa riguarderà tutt’altri che me.
Ma se c’è una canzone dalla quale vorrei essere accompagnata nell’ultimo viaggio terreno, ho deciso che è questa:

 

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Autore: stella scadente

Esemplare femmina (o femmina esemplare, a scelta) di essere umano.

11 thoughts on “Ottavo: di canzoni e funerali (botta d’allegria).

  1. Che poi in realtà hai pure commentato, smemorata! 😉 però effettivamente hai parlato di altro argomento..comunque mi fa piacerissimo aver suscitato anche solo in parte qualche spunto di riflessione per te. E sono invidiosissima del fatto che tu l’hai già trovata, la canzone. Io ancora devo decidermi, argh! 🙂 un abbraccio

  2. Ammazza (esclamazione appropriata, direi) che velocità! Ah, dici che ho commentato? Gosh.
    Per quello ho deciso di scrivere questo post, almeno qualcun altro magari se ne ricorderà, visto che io domani avrò già rimosso tutto.
    Ehi, dai, hai ancora cento anni buoni di tempo per pensarci!

  3. Per me è facile: Music for the Royal Fireworks (overture) di Händel. Dato che era la mia ninna nanna preferita da infante, non per altro (infatti dopo l’overture dormivo).
    Però non so leggere i post; cioè, seguendo il collegamento “Antipastomisto”, non riesco a trovare dove si parla di funerali. Sarò già morto?

  4. Trovato, per fortuna!

  5. Alla mia morte ci ho pensato spesso.
    Non mi ha mai spaventato né intristito.
    Il mio funerale, però, non mi era venuto in mente.
    Devo rifletterci un po’ su. Di sicuro a risorgere non ci penso neppure.
    E amen!

    (magari ci scrivo un post anch’io…)

    • A me spaventa la sofferenza fisica e morale, non la morte in sé. Per il mio funerale, come per ogni altra cosa, più che sapere cosa vorrei, sono certa di ciò che non voglio. Niente violazioni ipocrite e curiose di casa mia o dei miei spazi, niente omelie stucchevoli e falsi piagnucolii. Mi piacerebbe un saluto semplice dalle persone che mi vogliono bene e poi via, verso il forno crematorio. Dopo, il top sarebbe essere ficcata in una latta riciclata e lanciata controvento dalla collina di San Francisco come ne “Il Grande Lebowski” ma non pretendo tanto. Mi va bene un posto qualunque, anche lo scarico del water. Sui cimiteri avevo preclusioni, prima che morisse mia suocera, poi ho cambiato idea. In fin dei conti non è male avere un posto dove andare a parlare con le persone che non ci sono più, e farlo rivolti al water potrebbe prestarsi a fraintendimenti.
      Dai, scrivici su!!

  6. Io a volte ci penso… Al mio funerale. Da che c’è Agata ho paura di morire, credo che sia normale ed ovvio, non per me, ma per lei. Comunque io ho lasciato scritto che non voglio alcun funerale religioso (sarebbe ridicolo, visto che non sono religiosa) nè vorrei quelle specie di finte feste, in cui tutti si sforzano di essere allegri, ma non sono affatto allegri (se sono sinceri) perchè gli è morto qualcuno di caro e vorrebbero piangere, ma siccome non si deve (perchè dovrebbe essere una festa) fanno delle facce stranissime e parlano di cazzate per non pensare al morto, fino a che finalmente uno cede e allora si può finalmente essere tristi, per carità. Vorrei che il mio corpo venisse cremato e stop. Poi possono anche buttare le ceneri nell’aiuola lì fuori, non mi interessa, tanto io mica ci sono più. In realtà ho anche pensato che, siccome non ci sono più, non me ne frega assolutamente nulla di ciò che faranno, vogliono strapparsi le vesti e cantare a squarciagola “Io credo, risorgerò”? Che facciano… Tanto ormai… Non sono mica tanto in vena, oggi.

    • Ma in effetti io ho scelto questa canzone così almeno la gente sarà costretta a commuoversi sul serio! Ahahah. Oh, lo sai che sono talmente stordita che non avevo capito che sei tu? Ciao bella biondina!!! Che piacere ritrovarti. 🙂 Anche io quando le bambine erano piccole avevo paura di morire, per loro. Ora che sono grandi me ne importa di meno, ma pur di non farle soffrire diventerei immortale. Penso che toglierò il disturbo quando sarò vecchia e irrimediabilmente tritacazzi (ancor più di adesso, almeno).

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