l'orsa di mezzo

Perché tra il maggiore e il minore non c'è un buco nero

Sesto: che dire

20 commenti

ansa_10972682_07220Sento raccontare questa storia da un radioascoltatore:
“Ero in coda in autostrada. Ogni tanto affiancavo un’auto guidata da una bella ragazza. Scambio di sguardi, prima distratti, poi sfuggenti, poi divertiti, via via curiosi, intriganti, ammiccanti. Man mano che il tempo passava, si rimaneva sempre inchiodati al passo di lumaca e ci si incontrava grazie al moto alternato delle corsie.
Misi la freccia per passarle davanti, lei mi lasciò strada.
Approfittando del fatto che praticamente non stavamo guidando alzai le mani e con le dita feci i numeri del mio cellulare, sperando che lei cogliesse.
Poco dopo mi arrivò un messaggio. Aveva colto.
Ci incontrammo in un autogrill, prendemmo un caffè e scambiammo qualche piacevole chiacchiera.
La settimana dopo venne a trovarmi nella città in cui vivo, a duecento km dalla sua, e uscimmo a cena.
Dopo aver mangiato e passeggiato un po’ buttai lì un invito a salire a casa mia e lei mi rispose: “Secondo te sono venuta fin qui solo per andare al ristorante?”
Al termine di una notte di salti mortali, lei tornò a casa sua.
Non ci siamo mai più visti né sentiti.”

A parte il fatto che la storia è palesemente inventata e fa parte dell’immaginario erotico dell’automobilista frustrato medio, cosa succederebbe se la stessa cosa capitasse a me?

1- non mi capiterebbe, perché a me si affiancano solo:
a) persone che si scaccolano;
b) bambini che fanno le smorfie;
c) ultrasettantenni con cappello;
d) coppie sbadiglianti;
e) TIR di cui non vedo l’autista e anche se lo vedessi non lo guarderei, con tutto il rispetto per gli autisti di TIR.

2- Se mi capitasse un figo affiancante, di sicuro non me ne accorgerei.

3- Se mi affiancasse un figo e me ne accorgessi, la fila in cui viaggia si libererebbe e lui sfreccerebbe via.

4- In caso ciò non accadesse, si libererebbe la mia e quelli dietro comincerebbero a strombazzare.

5- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, e nessuna delle due file si liberasse, al suo tentativo di passarmi davanti io non capirei e stringerei imprecando.

6- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, nessuna delle due file si liberasse, lui riuscisse a passarmi davanti e cominciasse a fare gesti con le dita, penserei:

a) È impazzito;
b) Gesticola parlando al telefono;
c) Fa segni a qualcun altro davanti;

7- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, nessuna delle due file si liberasse, lui riuscisse a passarmi davanti, cominciasse a fare gesti con le dita e io capissi che mi sta suggerendo il suo numero di telefono, non riuscirei a memorizzarlo.

8- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, nessuna delle due file si liberasse, lui riuscisse a passarmi davanti, cominciasse a fare gesti con le dita, io capissi che mi sta suggerendo il suo numero di telefono e riuscissi miracolosamente a memorizzarlo, non troverei il cellulare o altro su cui appuntarlo.

9- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, nessuna delle due file si liberasse, lui riuscisse a passarmi davanti, cominciasse a fare gesti con le dita, io capissi che mi sta suggerendo il suo numero di telefono e riuscissi miracolosamente a memorizzarlo, se trovassi il cellulare e componessi il suddetto numero, scriverei come minimo un ciao con l’occhiolino a un macellaio di Velletri, con tutto il rispetto per i macellai di Velletri.

10- Se mi si affiancasse ripetutamente un figo, io me ne accorgessi, lui anche, nessuna delle due file si liberasse, lui riuscisse a passarmi davanti, facesse gesti con le dita, io capissi che mi sta suggerendo il suo numero di telefono e riuscissi a memorizzarlo, se trovassi il cellulare e gli scrivessi un messaggio senza sbagliare numero o strisciare contro il guard-rail, esiterei al bivio per l’autogrill (esco, non esco. E se poi mi porta in un luogo nascosto e mi asporta un rene? Esco? No. Sì, boh…) infilandomi nel posteggio per i camion e perdendomi in un bosco di ruote grandi come la mia macchinina, mentre il figo mi aspetta al bar e per ingannare l’attesa dà il suo numero ad altre sette automobiliste.

Ma voglio essere ottimista.
Mettiamo che mi succedano lisce lisce tutte le cose improbabili di cui sopra, fino alla cena con passeggiata nella sua città.
Altro che: “Secondo te sono venuta fin qui solo per andare al ristorante”.
Prima di salire in casa di uno sconosciuto, per quanto bello possa essere, dovrei entrare in possesso dei suoi dati sensibili, corredati da certificato del casellario giudiziale e libretto sanitario validato semestralmente, e non basterebbe ancora, perché i maniaci assassini seriali hanno sempre aria, curriculum e referenze di bravissssime persone.

Vuol dire che farò a meno dei salti mortali di una notte col figo occasionale.
Del quale, peraltro, non mi può importare di meno.

 

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Autore: stella scadente

Esemplare femmina (o femmina esemplare, a scelta) di essere umano.

20 thoughts on “Sesto: che dire

  1. 1) Ricordarsi che con l’Orsa, gli approcci autostradali non funzionano, provare con le statali e le provinciali.
    2) Ricordarsi di portare con se la cartellina con i dati sensibili e l’ultimo 730
    3) Chiedersi perchè a me, nelle code in tangenziale, arrivano solo insulti.
    4) Stai cercando di dirmi che quella che mi mostrava il dito medio, in realtà aveva un numero tipo 111-11111111?

  2. Essere figo/a è un valutazione soggettiva. Aggiungerei un 1-bis: il figo è in realtà un cofano, ma non dell’auto propria o altrui (tra l’altro in coda in autostrada una avventura tra cofani è anche più plausibile).

  3. In te ci sono due Espe.
    Purtroppo il telefono dell’altra non ce l’ho…

  4. Ha detto che non c’è trippa, per gatte.

  5. Una volta ho provato a flirtare con una tipa carina che era nella macchina di fianco alla mia in tangenziale. Dopo un po’ che la slumavo mi ha fatto le dita a mazzettino agitando la mano come a dire “Che minchia vuoi, pirla?”: Croce sopra alle autostrade e croce sopra ai supermercati. Sono un caso disperato, Orsa.

  6. Ai bei tempi usavo sempre il dito medio, .Poi un giorno mi trovai imbottigliata per ore,causa un incidente, su di un tornante con burrone a destra e montagna a sinistra, auto davanti, dietro e di fianco ed un bisogno disperato di fare pipì. Ora sosto in tutti gli autogrill per precauzione vado ad incontrare tutte le toilettes,

  7. Ahah. A me è capitato di farla sotto un cavalcavia durante un acquazzone, tra le portiere aperte a fare da riparo. Peccato che il fondo stradale fosse completamente allagato…

  8. bellissima. E la scena del casellario giudiziale è esattamente quello che viene in mente a me tutte le volte che qualcuno mi da il suo numero 🙂

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